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Crisi finanziaria e mercato immobiliare. Quando la stabilità è un valore

Scritto da Ernesto_Rubolino il 17 febbraio 2009
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Financial crisis headlinesMentre la crisi avanza, facendo tremare fin dalle fondamenta settori essenziali dell’economia nazionale, il mercato degli immobili si muove nel segno della stabilità, confermandosi un punto saldo anche in tempi di incertezza

Nonostante i venti di crisi e i preoccupati annunci lanciati ogni giorno dai media, zeppi di cifre che farebbero impallidire anche il più freddo osservatore, alcuni settori, e il mercato immobiliare è tra questi, stanno mostrando una solidità che il pessimismo dilagante non consente di apprezzare. Mentre infatti giornali e tv escono con titoli da bollettino di guerra riportando della crisi dell’auto, della picchiata dei tassi di interesse e del crollo dei consumi di energia, il mercato degli immobili mostra un andamento meno allarmante del previsto.

I numeri del mercato immobiliare italiano
Guardando ai grandi numeri, secondo il Bollettino mensile della Banca Centrale Europea, nel 2008 in Italia il rallentamento dei prezzi è stato più contenuto che in altri Paesi dell’area euro, con un aumento che si è attestato a quota +4,2%.
Per l’anno in corso, però, le proiezioni parlano di un calo che dovrebbe oscillare tra l’1 e il 4%, anche se, per avere alcune certezze in un contesto così mutevole, occorrerà attendere qualche mese, quando cioè operatori e acquirenti potranno confrontarsi con un quadro più certo, sia sul fronte degli interventi governativi anti-crisi sia su quello dei prezzi e della disponibilità delle banche nel concedere mutui.
Volendo entrare nel merito dei numeri, invece, l’impressione di chi con le compravendite immobiliari si confronta tutti i giorni è che il calo della domanda, che nel terzo trimestre 2008 ha fatto scendere le compravendite residenziali a -13%, sia limitato agli immobili di scarso pregio. Le nuove costruzioni, soprattutto nell’area milanese, paiono infatti non risentire del brutto momento, né in termini di richieste né in termini di valore.

Il buon andamento delle locazioni
In netta controtendenza si muove il mercato delle locazioni, quello che poi determina i rendimenti degli immobili non adibiti a prima casa. Secondo l’analisi effettuata dal Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari), nel periodo compreso tra il IV semestre 2007 e il I semestre 2008, la domanda di case in affitto, probabilmente riconducibile alle categorie più colpite dalla stretta creditizia (stranieri, famiglie monoreddito, lavoratori a tempo determinato), è cresciuta del 4%.
Dello stesso avviso anche il I Rapporto Nomisma-Solo Affitti sulle locazioni in Italia e Lombardia, secondo il quale nel II semestre 2008 il segmento delle locazioni ha consolidato un andamento al rialzo della domanda (con un aumento dell’8-9%), a fronte del quale, data la cospicua offerta, i canoni hanno subito solo una lieve contrazione (-0,9%). A confermare il buon momento per l’affitto immobiliare, del resto, stanno anche la riduzione del 10% delle tempistiche necessarie per locare un immobile, oggi attestate intorno ai 3 mesi, e la stabilità dei rendimenti che, con un 4,9% lordo medio annuo, rappresentano di questi tempi un valido riferimento di certezza rispetto alla volatilità degli investimenti finanziari.

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