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Il mattone: una garanzia, nonostante tutto

Scritto da Ernesto_Rubolino il 5 novembre 2012
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crisi finanziaria

Negli ultimi anni, si sa, la Borsa è andata come è andata e chi aveva investito i propri risparmi in azioni o obbligazioni ha dovuto assistere, impotente, alla perdita di valore del proprio capitale.
La crisi, però, non ha colpito soltanto i mercati finanziari. I Titoli di Stato, un tempo considerati una forma di investimento priva di rischi, hanno cominciato a dare meno certezze che in passato, ed anche il mattone, da sempre approdo sicuro dei risparmi di moltissimi italiani, non sembra godere di buona salute. Sul punto, tuttavia, sono necessarie alcune riflessioni.

Diversificare per ridurre i rischi
La prima regola d’oro che seguirebbe un buon investitore sarebbe quella di diversificare l’investimento, suddividendo il capitale tra diverse possibili forme: immobili, Titoli di Stato e azioni/obbligazioni. Questa ipotesi però non è sempre percorribile ed anzi, quando non si dispone di un patrimonio consistente, risulta più facile a dirsi che a farsi. Peraltro, a prescindere dalle eventuali scelte di diversificazione, ciò che risulta rilevante per un qualsiasi investitore sono gli andamenti che hanno interessato, ed interesseranno in futuro, le singole tipologie di investimento, non soltanto con riferimento ai potenziali rendimenti, ma anche con riguardo al rischio che ogni specifica scelta comporta.
Proviamo dunque a guardare le cose sotto questo profilo.

Per il momento meglio star lontano dai mercati finanziari
Innanzitutto la Borsa. Negli ultimi 12-18 mesi, le piazze finanziarie non hanno brillato per positività. Il loro andamento, caratterizzato da forti oscillazioni ed orientato prevalentemente al ribasso, ha comportato significative perdite di valore per la stragrande maggioranza dei titoli quotati e, dunque, anche per la stragrande maggioranza degli investitori. Da qui ai prossimi anni, poi, stante l’attuale contesto economico, finanziario e politico, sarà poco probabile si verifichi una rapida e netta inversione di tendenza, per cui è presumibile che, pur potendo garantire elevati livelli di rendimento, l’investimento in strumenti finanziari resterà per molto tempo ancora una soluzione altamente rischiosa.

Il deludente rapporto rischio/rendimento dei titoli di Stato
Passando ai Titoli di Stato, volendo essere ottimisti e mettendo da parte scenari estremi, si può supporre che manterranno un profilo di rischio sufficientemente contenuto. Il loro andamento tuttavia continua ad essere fortemente condizionato dagli umori dei mercati finanziari, a loro volta strettamente connessi al quadro politico ed economico nazionale ed europeo, sul quale sarebbe davvero un azzardo fare una qualsiasi seppur timida previsione. Dunque, anche in questo caso, le criticità non mancano.

Sul medio-lungo termine gli immobili restano una valida soluzione
Venendo agli immobili, infine, senza nascondere come nei mesi recenti l’andamento delle quotazioni sia stato piuttosto deludente, è bene fare alcune premesse. Quando si parla di mercato immobiliare, ed in particolare di abitazioni, si fa infatti riferimento ad un contesto assolutamente generico in cui rientrano tutte le case in vendita, di qualsiasi metratura e stato, ovunque esse si trovino, e belle o brutte che siano. Guardare agli indici per valutare la bontà del mattone quale strumento di investimento potrebbe dunque portare a conclusioni errate.
Se invece si concentra l’attenzione sulle case di metratura intorno ai 50-60 mq, poste a ridosso dei principali centri urbani o di una località di vacanza, ben servite dalla rete viaria e di trasporto pubblico, allora la situazione muta radicalmente. Per questa tipologia di immobili, infatti, le quotazioni stanno comunque tenendo e, complice la stretta sui mutui, stanno cominciando anche ad evidenziarsi interessanti riscontri sull’ormai promettente mercato degli affitti.

I numeri non mentono
In termini di rendimento, poi, prendendo a riferimento un’area con le caratteristiche sopra indicate, quale potrebbe essere quella di Sesto San Giovanni, ed ipotizzando un’abitazione di circa 50 mq., il cui controvalore di acquisto potrebbe aggirarsi sui 100mila euro, l’eventuale canone di affitto ottenibile potrebbe certamente oscillare tra i 600 e i 650 euro al mese, per un rendimento lordo superiore al 7%.
Vi è inoltre da considerare che da qui ai prossimi anni, vista anche la scarsa disponibilità delle banche a rilasciare mutui, la domanda di abitazioni in locazione sarà quasi sicuramente destinata a crescere, il che non farà altro che spingere al rialzo i canoni e dunque il rendimento ottenibile.
Valutando infine queste prospettive alla luce delle molte buone occasioni che il mercato oggi riserva a chi dispone del capitale sufficiente ad acquistare un immobile, la casa, se scelta con intelligenza, pare rappresentare ancora la miglior forma di investimento su cui vale la pena puntare per mantenere un basso profilo di rischio senza rinunciare a delle buone prospettive di rendimento.

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