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IMU, quando e quanto pagare

Scritto da Ernesto_Rubolino il 27 aprile 2012
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Tax as a mousetrap

16 giugno 2012. Segnatevi sull’agenda questa data perché entro quel giorno dovrà essere versata la prima rata dell’IMU, la famosa imposta municipale sugli immobili di cui si è tanto parlato in questi ultimi mesi.

Senza entrare nel merito dei tecnicismi e delle ragioni che sottostanno alla riproposizione di una tassa sulla casa, avendo i contribuenti ben compreso almeno gli aspetti essenziali della questione, ovvero che dovranno pagare un tributo sugli immobili di proprietà, diviene importante capire, oltre al “quando” occorrerà effettuare il versamento, anche “quanto” la nuova tassa peserà effettivamente sulle tasche dei cittadini.
Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza e di semplificare il più possibile i vari passaggi.

Le scadenze
Il calendario previsto per il pagamento dell’IMU è stato articolato in più scadenze. L’imposta municipale sugli immobili andrà infatti pagata a rate. Quante? Nel caso dell’abitazione principale, il proprietario potrà scegliere se effettuare il versamento in 2 rate, entro il 16 giugno e il 16 dicembre, o se invece diluire il pagamento in 3 rate, nel qual caso i versamenti andranno effettuati entro il 16 giugno, il 16 settembre e il 16 dicembre. Quest’ultima possibilità, tuttavia, vale soltanto per la prima casa, in quanto per tutti gli altri immobili resta ferma la suddivisione in 2 rate con scadenza il 16 giugno e il 16 dicembre.
In sostanza, escludendo per un momento la ripartizione in 3 rate, l’intero importo da versare a titolo di imposta per l’anno in corso viene suddiviso in due: un acconto da versare a giugno, calcolato sulla base delle aliquote standard, ed un saldo da versare a dicembre. Chi però deciderà di pagare l’IMU in 3 rate potrà effettuare il versamento dell’acconto in 2 tranche, la prima entro il 16 giugno, la seconda entro il 16 settembre. Il saldo andrà invece versato in tutti i casi entro il 16 dicembre.

Quanto costerà l’IMU?
Decisamente più complesso si fa invece il compito di un contribuente qualora desiderasse già oggi conoscere l’importo complessivo dell’imposta da versare. Questo perché, al momento, il sistema prevede che, una volta pagato l’acconto, quantificato come detto sulla base delle aliquote standard, tanto i Comuni quanto lo Stato potranno ritoccare le aliquote di propria competenza.
Dunque, fintanto che queste decisioni non saranno prese, sarà sostanzialmente impossibile calcolare esattamente quanto il proprietario di un immobile dovrà effettivamente pagare.

Come calcolare l’importo
Restando però nell’ambito delle cose certe, quel che si sa è che l’IMU sarà calcolata partendo dalla rendita catastale dell’immobile, aumentata del 5% e moltiplicata per un coefficiente di rivalutazione pari a 160. Al risultato ottenuto dovrà infine essere applicata l’aliquota base dello 0,4% (4 per mille) nel caso di prima abitazione, e dello 0,76% (7,6 per mille) per gli altri immobili. Il problema è, come detto, che le aliquote potranno essere aumentate sia dal Governo, che ha l’onere di far tornare i conti del bilancio pubblico, che dai Comuni. Ma se nel primo caso non è dato sapere a quanto potrebbe ammontare l’aumento previsto dall’autorità centrale, con riferimento ai Comuni si sa fin d’ora che ad essi sarà data la possibilità di aumentare l’aliquota sulla prima casa dello 0,2% e quella per gli altri immobili dello 0,3%, con il risultato che sull’abitazione principale si potrebbe pagare tra lo 0,4 e lo 0,6% e sugli altri immobili tra lo 0,76 e l’1,06%.
Sul punto occorre infine ricordare che ai proprietari di prima casa sarà garantita una detrazione forfettaria di euro 200, cui andranno sommati 50 euro per ogni figlio con età inferiore ai 26 anni residente nell’abitazione.

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